Ansia: definizione e significato
L’ansia di per sé non è un fenomeno anormale. Si tratta di un’emozione di base, che comporta uno stato di attivazione dell’organismo che si attiva quando una situazione viene percepita soggettivamente come pericolosa.
Nella specie umana l’ansia si traduce in una tendenza immediata all’esplorazione dell’ambiente, nella ricerca di rassicurazioni o vie di fuga. Inoltre l’ansia è accompagnata anche da una serie di fenomeni neurovegetativi come l’aumento della pressione arteriosa e della frequenza cardiaca, sudorazione, palpitazioni, tremori…
Tali fenomeni dipendono dal fatto che, ipotizzando di trovarsi in una situazione di reale pericolo, l’organismo in ansia ha bisogno della massima energia muscolare a disposizione, per poter scappare o attaccare in modo più efficace possibile, garantendosi la sopravvivenza.
L’ansia quindi non è solo un disturbo, ma una condizione fisiologica importante che ci consente di mantenere uno stato di allerta tale da proteggerci da eventuali rischi e da migliorare le prestazioni in un compito.
L’American Psichiatric Association (1994), descrive l’ansia come “L’anticipazione apprensiva di un pericolo o di un evento negativo futuri, accompagnata da sentimenti di disforia o da sintomi fisici di tensione. Gli elementi esposti al rischio possono appartenere sia al mondo interno che a quello esterno” (APA, 1994; cit. in: Franceschina et al., 2004, p. 213).
Ansia e Paura: distinguerle per riconoscerle
La paura può essere definita come una reazione funzionale ad affrontare un pericolo imminente, mentre l’ansia viene definita come un sistema di risposta più complesso che coinvolge fattori cognitivi, emotivi, comportamentali e fisiologici. Inoltre, chi soffre di ansia in genere tende ad evitare le situazioni che generano preoccupazione o ad affrontarle con estremo disagio.
Ad esempio la paura è quella sensazione che sperimentiamo quando un cane di grossa taglia ci corre incontro abbaiando, mentre possiamo sperimentare ansia pensando al futuro.
E’ bene sottolineare che sia l’ansia che la paura non sono necessariamente sensazioni negative, ma al contrario possono essere fondamentali per la sopravvivenza poiché preparano l’organismo ad affrontare un pericolo.
La paura, infatti, è fondamentale nella risposta di “attacco o fuga” perché ci permette di mobilitare tutte le risorse necessarie per affrontare una minaccia o, in alternativa, fuggire. Per questo motivo nelle giuste circostanze una reazione di paura può salvarci la vita. Allo stesso modo, l’ansia ci aiuta ad individuare minacce future, per cui un’ansia non eccessiva ci permette di rispondere prontamente agli stimoli esterni.
Quando si parla di Disturbo d’Ansia?
Quando l’attivazione fisiologica è eccessiva, ingiustificata o sproporzionata rispetto alla situazione, probabilmente possiamo trovarci di fronte ad un disturbo d’ansia. In questo caso non si parla più di ansia come condizione fisiologica ma di ansia come patologia. L’ansia può diventare un problema quando è troppo prolungata e/o sproporzionata rispetto alla situazione che ci troviamo a dover affrontare. L’ansia patologica comprende 3 aspetti principali: cognitivo (pensieri intrusivi), emotivo (agitazione), vegetativo (attivazione fisiologica). L’ansia diventa patologica quando la minaccia percepita diventa interna e l’attivazione fisiologica viene valutata in modo catastrofico.
Quando rivolgersi allo psicologo?
Quando ci si rende conto che le regole del buon senso e gli accorgimenti di base non sono sufficienti, quando si vuole capire meglio cosa sta accadendo, quando emerge l’esigenza di trovare la giusta soluzione ad un problema. È bene tenere presente che rivolgersi ad un professionista non significa dovere iniziare un percorso che dura anni ma la durata è variabile a seconda del problema presentato considerando che ogni persona è unica e diversa dalle altre.
Psicologa Dott.ssa Giulia Amaducci: 3497708441 – giulia.amaducci@outlook.it
