La sclerosi multipla è una malattia autoimmune cronica demielinizzante, che colpisce il sistema nervoso centrale causando un ampio spettro di segni e sintomi (neurologici, fisici e cognitivi). Ad oggi, non esiste una cura, ci sono alcuni trattamenti farmacologici in grado di evitare nuovi attacchi e di prevenire/rallentare la disabilità.
Numerosi studi sono stati condotti sul disagio psicologico che si può presentare in persone con SM e sono stati identificati principalmente: disturbi d’ansia e di somatizzazione, disturbi bipolari e psicosi e depressione (quest ultimo risulta essere il più frequente).
Il momento di comunicazione della diagnosi di tale patologia comporta subito nel paziente una intensa crisi psicologica, per il carattere cronico e degenerativo della malattia, caratterizzata da una serie di emozioni tra cui la paura, la frustrazione, il senso di impotenza, il senso di colpa ma anche la rabbia e l’aggressività. I pazienti si ritrovano improvvisamente disorientati, in una situazione di estrema incertezza ed imprevedibilità che destabilizza fortemente non solo loro ma anche la loro cerchia familiare (figli, genitori, compagni).
Per questi motivi è di fondamentale importanza il ruolo del sostegno psicologico alla persona con SM (e al nucleo familiare), sin dal momento della comunicazione della diagnosi di malattia e nei primi anni di malattia. Tale sostegno si prefigge come obiettivo il maggior benessere possibile della persona e deve passare dall’accettazione della patologia.
Psicologa dott.ssa Arianna Andreani, specializzanda in Neuropsicologia e Psicoterapia
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