Cos’è il mutismo selettivo? Perché alcuni bambini non parlano in specifiche situazioni sociali?

Il mutismo selettivo è un disturbo neuropsichiatrico che si manifesta nei bambini e consiste nell’incapacità di parlare in specifiche situazioni sociali, in presenza di capacità di linguaggio pienamente nella norma. Lo stesso bambino/a è infatti in grado di parlare normalmente in contesti ritenuti familiari.

Secondo il DSM 5 (manuale diagnostico dei disturbi mentali), il mutismo selettivo si classifica come un disturbo d’ansia. E’ un disturbo raro, che colpisce circa l’1% dei bambini in età scolare, ed è più frequente nelle femmine. I sintomi solitamente esordiscono intorno ai 3-4 anni (alla scuola dell’infanzia).

È possibile identificare una serie di “campanelli d’allarme” o sintomi caratteristici del disturbo: riluttanza o rifiuto a parlare in presenza di estranei; difficoltà a sostenere l’interazione visiva con l’interlocutore; assenza o forte riduzione di espressioni facciali; forte timidezza; tendenza a nascondersi e timore delle atlre persone.

Le parole chiave di fronte al mutismo selettivo sono: identificazione precoce e trattamento mirato individualizzato. Per quanto riguarda la famiglia, i genitori si trovano spesso molto confusi e preoccupati riguardo al fatto che il loro figlio/a si comporta molto diversamente nei diversi contesti (ad esempio con loro parla normalmente). Per aiutare concretamente la famiglia è bene avviare una sorta di parent-training volto alla psicoeducazione: fondamentale spiegare ai genitori in cosa consiste il disturbo, quali sono le sue caratteristiche e quali possono essere strategie concrete per una migliore gestione possibile del bambino/a. A questo proposito, ad esempio, è importante non forzare mai il bambino ad  una comunicazione verbale ed al contrario creare un clima di serenità ed accoglienza nel rispetto dei tempi del bambino (adottando anche comunicazione non verbale per riuscire ad entrare in contatto). Da un punto di vista dell’ambito scolastico, anzitutto è importante sottolineare che il mutismo selettivo rientra a tutti gli effetti nella definizione di Bisogni Educativi Speciali (BES). È bene che gli insegnanti, sia che ci troviamo alla scuola dell’infanzia che alla scuola primaria, cerchino di creare un clima sereno e privo di giudizio all’interno della classe. In questo senso è bene che promuovano attività non esclusivamente verbali, in modo tale da creare inclusione ed alleggerire l’ansia. Importante, inoltre, tenere presente che questo disturbo può talvolta essere associato a difficoltà nell’apprendimento. In ultimo, ma non per importanza, è fondamentale l’attivazione di un percorso clinico specialistico mirato ed individualizzato. L’intervento psicologico che sembra essere scientificamente più efficace è quello di tipo cognitivo-comportamentale, in cui il terapeuta mette in atto una serie di strategie per ridurre l’ansia e motivare il bambino nelle verbalizzazioni. Fondamentale è l’instaurarsi di una relazione di fiducia ed alleanza con il bambino e con la sua famiglia.

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